Nel 1935 il governatore di RomaGiuseppe Bottai, propone a Benito Mussolini di candidare la capitale per la futura esposizione universale del 1942, che avrebbe permesso di celebrare i vent’anni della marcia su Roma e proporre il successo del fascismo di fronte a un pubblico internazionale. Il Governo sostiene l’iniziativa con la creazione di un apposito ente autonomo – l’Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma – presieduto dal senatore Vittorio Cini[1]. Fu scelta la zona delle Tre Fontane, preferita per collegare idealmente la Roma imperiale, rappresentata dalle Terme di Caracalla, con il Mar Tirreno lungo la Via Imperiale (oggi Via Cristoforo Colombo): il nuovo quartiere fu progettato per essere il terzo polo di espansione a sud-ovest della città. Questa area meridionale di Roma era estranea al Piano Regolatore del 1931, che richiese di adottare alcune norme per consentire la realizzazione del progetto: un’apposita commissione approvò le norme attraverso alcuni piani particolareggiati esecutivi.