Nel 1936 fu creato un ente autonomo, presieduto dal senatore Vittorio Cini, per sovrintendere ai lavori di progettazione e costruzione della sede della futura esposizione universale. Dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1951 il governo di Alcide De Gasperi nomina a capo dell’ente l’urbanista Virgilio Testa, in precedenza consigliere di Stato e segretario generale del Governatorato di Roma, perché liquidi il patrimonio immobiliare e chiuda l’ente. Nonostante le indicazioni dell’esecutivo, l’ente riesce a conservare il proprio ruolo e realizza un polo direzionale e residenziale perfettamente servito da infrastrutture pubbliche e mezzi di trasporto. Nel 1999 l’ente è trasformato in una società per azioni[4], di proprietà al 90% del Ministero dell’economia e delle finanze e al 10% da Roma Capitale.